STORIA

Gli Uffici diocesani per i Beni Culturali Ecclesiastici sono nati, in tutte le diocesi italiane, in seguito alla riforma dei patti tra la Chiesa Cattolica e lo Stato Italiano, siglata in Roma a Villa Madama, nell'anno 1984.

La missione degli Uffici consiste nel salvaguardare, valorizzare e promuovere tutti i beni ecclesiastici materiali e immateriali.

L’Ufficio per i Beni Culturali Ecclesiastici della Diocesi di Tempio-Ampurias ha mosso i primi passi nel luglio del 1998, con la digitalizzazione del fondo archivistico afferente l’antica abbazia di Tergu, custodito nell’archivio parrocchiale di Osilo.

Nello stesso periodo è stato dato avvio alla prima catalogazione delle collezioni di argenti per la Liturgia, presenti nei patrimoni delle parrocchie dell’Anglona.

La strutturazione dell’Ufficio è stata completata nel 1999, con l’apertura della sezione dedicata alla salvaguardia del patrimonio architettonico della Diocesi.

In quell’anno è stata restaurata la cattedrale di S. Antonio Abate in Castelsardo e sono state recuperate le sue cripte destinandole a divenire sede del Polo Museale  "Museum Ampuriense" (vai al sito).

I decenni successivi hanno visto la rifunzionalizzazione di un centinaio di luoghi di culto dall’alto valore storico e culturale che, restaurati, sono stati restituiti alle comunità che li vivono.

Fin dall’inizio la missione dell’Ufficio per i Beni Culturali Ecclesiastici ha rivelato la necessità di un approccio poliedrico.

L’Ufficio ha voluto istituire e implementare l’Archivio Storico digitale (vai al sito) che ad oggi conta la produzione di circa un milione di file. Questa attività ha permesso di riprodurre gli archivi cartacei di quasi tutti gli enti ecclesiastici della Diocesi di Tempio – Ampurias, nonché, alcuni fondi archivistici ricchi di immagini fotografiche, diapositive, registrazioni audio e videoregistrazioni.

Un altro importante passo è stato quello di istituire il Sistema Museale "Museum Tempio - Ampurias" (vail al sito), costituito da una piccola galassia di dieci siti chiamati “Sacrestie”, e tra questi i tre più importanti, per la storia e per la localizzazione, definiti “Poli”.

Il Sistema è in via di implementazione seguendo le linee del progetto di costituire luoghi della memoria in ognuna delle parrocchie della Diocesi di Tempio – Ampurias.

L’Ufficio per i Beni Culturali nei cinque lustri della sua esistenza ha curato con una molteplicità di azioni e iniziative, mediante a collaborazione con diversi enti e istituzioni, la valorizzazione e la promozione dell’immenso patrimonio culturale diocesano materiale e immateriale.

La dinamicità dettata dalle esigenze di una maggiore presa di coscienza in ordine alle problematiche afferenti i Beni Culturali ha portato l’Ufficio per i Beni Culturali Ecclesiastici della Diocesi di Tempio – Ampurias ad essere riconosciuto come un servizio valido per l’intera regione della Sardegna.

SEDE

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PALAZZO PES DI VILLAMARINA  (ANTICO SEMINARIO)

L’Ufficio Beni Culturali Ecclesiastici della diocesi di Tempio - Ampurias è ospitato negli ambienti dello storico Palazzo Pes di Villamarina – Antico Seminario, a Tempio Pausania.

La nascita di questo edificio nobiliare si intreccia con la storia stessa dello sviluppo urbano della città.

La medioevale Villa Templi, a partire dal XVI secolo, iniziò a trasformarsi in una dinamica cittadina, raggiungendo l’apice dello sviluppo nel XIX secolo. Tra i principali attori di questa evoluzione si distinse la famiglia dei cavalieri nobili Pes, che ben presto assursero a incarichi importanti nell’amministrazione regia della Sardegna, fino a potersi fregiare del titolo di Marchesi di Villamarina.

La loro antica residenza, prima tra tutti gli altri palazzi a Tempio Pausania, fu creata per l’accorpamento di due diverse abitazioni e con l’inclusione di una corte interna. La creazione del nuovo grande palazzo marchionale si strutturò il quattro giugno 1761, mediante un accordo stipulato tra i componenti principali della famiglia Pes.

Furono attori di quella trasformazione architettonica il marchese di Villamarina, don Bernardino Pes, suo fratello Giuseppe e il figlio primogenito dello stesso marchese, Salvatore. La struttura, in seguito, fu oggetto di un progressivo sviluppo, portato avanti nei secoli successivi, fino al raggiungimento dell’attuale estensione, tanto da essere oggi uno dei più prestigiosi palazzi del centro storico.

Le vicende di questo luogo hanno accompagnato i momenti salienti della storia dei Pes e della medesima città di Tempio. Il nobile Francesco Pes e i Tempiesi, durante la guerra di successione spagnola, scelsero di schierarsi con l’austriaco Carlo III di Spagna che, nel 1709, per la fedeltà mostrata dai Galluresi alla sua causa, concesse loro benefici e territori da colonizzare. I Pes si distinsero nel partito filo austriaco, soprattutto tra il 1707 e il 1708, nei torbidi conseguenti al confronto armato contro i filo francesi del duca di Anjou, Filippo V.

Carlo III, avendo in seguito assunto a Vienna il titolo di imperatore del Sacro Romano Impero con il nome di Carlo VI, non dimenticò i favori e la lealtà dimostrata da don Francesco Pes e dai suoi e, pertanto, nel 1711 lo insignì della dignità marchionale con il titolo “Marchese di Villamarina”.

L’antico palazzo nobiliare da quel momento fu la prima residenza, tra altre a Tempio, ad essere riconosciuta come palazzo Pes di Villamarina.

Tra gli uomini illustri della casata si annoverano il marchese Giacomo Francesco, vicerè di Sardegna dal 1816 al 1818, ed il cavaliere nobile don Gavino, detto don Baignu, sacerdote e il più illustre poeta della lingua gallurese.

Fu Michele Pes, vescovo di Ampurias e Civita, (1785 – 1804), a ricevere in eredità nell’anno 1794 l’intero palazzo così da farne la sua stabile residenza. Il vescovo Pes, poco prima della sua morte, dettò le sue volontà testamentarie nel 1808, donando alla diocesi di Civita gran parte dei suoi beni, tra i quali fu annoverato anche l’antico palazzo dei marchesi Pes di Villamarina, cosicché da allora divenne a Tempio Pausania residenza dei vescovi e seminario minore.

Le ultime evoluzioni della struttura si compirono nel 1933, con ulteriori acquisizioni di immobili adiacenti.

La costruzione di una nuova residenza vescovile, realizzata intorno agli anni cinquanta del 1900, portò alla dismissione in questo palazzo dell’appartamento del vescovo.

Nel 1964, con la costruzione del nuovo seminario, l’antica casa fu abbandonata a un lungo periodo di decadenza fino all’apertura del nuovo secolo quando, l’anno 2000 ha chiamato il palazzo Pes di Villamarina ad una radicale rinascita, definitivamente adibito ad attività culturali e a ospitare, oltre all’Ufficio Diocesano per i Beni Culturali Ecclesiastici, il Museum Templense, prezioso polo espositivo del Sistema Museale.